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ROMA - Agosto 2016
9° CONGRESSO INTERNAZIONALE

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CORSI EFFETTUATI

 

Articoli

 

PIÙ VULNERABILI DEI PADRI
I ragazzi di oggi vengono «istruiti» sul sesso da internet

[Il Corriere della Sera - 30 settembre 2013]
Per gli adolescenti di oggi a prima vista il sesso non è un tabù: smaliziati fino all'eccesso, ne parlano in totale libertà, bruciano le tappe facendolo sempre prima e probabilmente per loro l'atto pratico non ha più segreti perché hanno già visto di tutto, online o nelle foto hard che si scambiano con tanta facilità. In realtà hanno le stesse vergogne, paure e insicurezze, ma soprattutto la stessa ignoranza in materia dei loro coetanei di vent'anni fa: lo dimostra una ricerca italiana condotta su circa 5mila diciottenni che sarà discussa nei prossimi giorni...
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TUTTO SUL SESSO, SEMPRE PIÙ ADOLESCENTI A CACCIA SUL WEB
Fenomeno in crescita, se ne parla in un convegno a Baveno (VB)

[DIRE - Notiziario minori, Roma, 18 set.]
Il 74% degli adolescenti maschi, e il 37% delle femmine di pari età, ricorre al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner; un dato che colpisce e che molto spesso i genitori sottovalutano". Così il sessuologo Maurizio Bini, Direttore del Centro Riproduzione e del Centro dell'Osservatorio Nazionale sull'Identità di Genere (ONIG) presso l'Ospedale Niguarda di Milano, alla presentazione del 2° Congresso nazionale del Sindacato Medici Pediatri di Famiglia (SiMPeF), che si svolgerà a Baveno (VB) il 21 e 22 settembre e vedrà il tema della sessualità nell'adolescente tra i principali affrontati nel corso dei lavori.
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LA PAURA DI FIDANZARSI TUTTA COLPA DEI GENITORI

[Il Mattino, 25 giugno 2012]
Sono "insieme", ma anche no. Faticano a definirsi "ragazzo/a" l'uno dell'altra. 'Fidanzati" poi è una parola magica, coi vari timori connessi alle magie. Spregiudicati a parole, sono in maggioranza molto ingenui, e sessualmente (per solito) piuttosto ignoranti. Sono i ragazzi di oggi: un imprevisto mix di idealismo e libertinaggio, disponibiltà e cautela, fragilità e durezza.
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ABORTO DELLE ADOLESCENTI, FAMIGLIE TAGLIATE FUORI

[Avvenire, 19 aprile 2012]
Igenitori non possono essere tenuti al di fuori della decisione della minorenne che scelga di interrompere una gravidanza.
E questo perché «è da ritenere che il diritto e dovere, sancito dall'articolo 30 della Costituzione, del genitore di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio, comprenda anche quello di correre in ausilio alla minore, che si trovi di fronte alla grave scelta di ricorrere alla interruzione volontaria della gravidanza». Dunque «l'intervento della pubblica autorità, ai sensi del secondo comma dell'articolo 30 della Costituzione, è ammesso solo in via sussidiaria, laddove i genitori risultino incapaci di assolvere ai compiti loro affidati». A fare queste importanti affermazioni è proprio una pubblica autorità chiamata a decidere sulla richiesta di abortire di una minorenne. Si tratta del Giudice tutelare presso il Tribunale di Siracusa, sezione di Augusta, che il 17 ottobre 2011
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PILLOLA DEL GIORNO DOPO ONLINE con la consegna «entro due ore»

[Avvenire, 19 aprile 2012]
La pillola del giorno dopo consegnata a domicilio dopo soltanto due ore dall'ordine online. Succede nel Regno Unito ed è l'ultima frontiera della vendita su Internet di quello che viene definito "contraccettivo d'emergenza". A fornire il servizio è il sito DrEd.com: basta che la donna dichiari di avere più di 18 anni, poi un medico dello staff del sito valuterà la richiesta. La consegna, dal lunedì al venerdì nella sola Londra, avverrà entro due ore. ├ł possibile anche prenotare la pillola di notte e concordare l'orario di consegna. Il farmaco verrà inviato in una «confezione discreta». Per il Family Education Trust l'iniziativa è un incoraggiamento al sesso tra adolescenti e la facile reperibilità della pillola non comporterà alcuna diminuzione di gravidanze precoci e aborti.

 

VIOLENZE SULLE MINORI ANTIDOTO EDUCAZIONE

[Avvenire, 19 aprile 2012]
Il dato è allarmante: sono in aumento le violenze sulle minorenni. Lo rivelano le statistiche, lo conferma l'esperienza di chi con le donne maltrattate ha a che fare ogni giorno. Così a Milano su 712 vittime prese in carico dalla rete dei servizi antimaltrattamento del Comune nei primi sei mesi del 2011 (erano 883 nell'intero 2010) crescono le ragazzine bisognose di cura. In una delle case famiglia che ospitano le vittime, gestita dai Padri Somaschi, dal 2009 al 2011 le minorenni sono raddoppiate. Tra tutte le donne accolte, una su tre ha meno di 18 anni. Una violenza che nella maggior parte dei casi ha a che fare con la devianza o con la patologia, ma che, poiché coinvolge persone sempre più giovani, non può non interrogare la società. Tanta parte dell'aggressività nei confronti delle donne, fin da giovanissime, nasce dal non rispetto della persona, dalla ipersessualizzazione della donna nella pubblicità e nello spettacolo, e più in generale dalla difficoltà a controllare i propri impulsi. «Da educatrice - riflette Rita Zecchel, imprenditrice nel settore degli asili nido, madre di cinque figli e divulgatrice in Italia del programma internazionale di educazione affettiva "Proteggi il tuo cuore", oggi presente in decine di scuole medie e superiori a Milano, Roma, Brescia - constato che già in seconda e terza media, interpellati dai nostri questionari, il 70 per cento dei ragazzi dichiara di avere "relazioni sessuali", di cui peraltro non indaghiamo il livello. Se intrattenere relazioni di questo tipo è così facile, ci si chiede come mai possa esistere la sopraffazione sessuale sulle giovani. Credo che ci sia una relazione con il fenomeno del bullismo, presente in quasi tutte le classi, e che in ultima analisi è sopraffazione del più debole».
Occorre recuperare - osserva Rita Zecchel - il valore della persona e del rispetto, prima di tutto di sé stessi, poi del nostro prossimo. Nei corsi «spieghiamo che oltre la pura e semplice relazione sessuale, così alla loro portata, si può e si deve cercare l'amore, un legame per tutta la vita. E loro restano affascinati». Sono gli adulti - genitori, insegnanti, educatori - a doversi svegliare «per mostrare che è possibile e bello aver rispetto per noi e gli altri». Nei rapporti tra i sessi «i maschi vanno educati alla delicatezza e a rispettare la diversità tra uomo e donna. Oggi - conclude la Zecchel - esiste una promiscuità tra giovani che tende a nascondere le differenze e facilita le pulsioni. Se abbiamo ragazzi che non sono stati educati al rispetto o che vivono situazioni patologiche la violenza diventa una possibilità più concreta».

 

ACCADE NELLE SCUOLE...

 

SALUTE. MINORI, MOLTO SESSO (PRECOCE) E SENZA AMORE: È ALLARME DEGLI ESPERTI

IL DIBATTITO AL CONVEGNO DEI PEDIATRI DELL'UNP.
(DIRE - Notiziario Sanità) Roma, 5 marzo 2012
Fanno molto sesso (precoce), bruciano le tappe per sentirsi grandi e spesso rimangono scottati, al punto di precludersi una serena vita affettiva nel loro futuro. Sono gli adolecenti raccontati nello scorso weekend al Congresso nazionale dell'Unp, l'Unione nazionale dei pediatri, riunita a Sabaudia (Latina) per rilanciare la figura del pediatra spesso confusa con quella di un medico di medicina generale. "Il pediatra è un'altra cosa- sottolinea il presidente dell'Unp, Antonio De Novellis- e può essere di sostegno alla famiglia anche nella gestione dei problemi e dei distubi legati all'adolescenza".
Per quanto riguarda, ad esempio, gli approcci (sempre più precoci) con la sessualità "anche i pediatri possono fare la loro parte- ha spiegato Anna Maria D'Este, pediatra di Udine ed esponente Unp del Friuli Venezia Giulia- essere di sostegno e stimolo per i genitori che spesso sono troppo assenti e lasciano i figli soli nel loro approccio alla sessualità". Approccio che passa soprattutto attraverso la Rete. E che, se negativo, può lasciare tracce permanenti nell'adolescente.L'imprinting delle prime esperienze sessuali- ha spiegato il sessuologo Roberto Todella- condiziona la vita sessuale successiva. E se in queste prime esperienze si vive senso di disagio, pericolo, il corpo si chiude e il ragazzo o la ragazza entra in ansia nelle esperienze successive". Senza contare il fatto che sesso in Rete fa spesso rima con pornografia. "Oggi- ha continuato Todella- l'esposizione al materiale pornografico è sempre più precoce e nei giovani si può creare una dipendenza che altera la loro vita sessuale". I dati esposti dal direttore dell'Istituto di Ortofonologia di Roma, Federico Bianchi di Castelbianco, parlano chiaro: "Oggi oltre il 50% dei 15-18enni fanno di tutto per piacere, secondo quanto ci hanno raccontato loro stessi in incontri nelle scuole e attraverso il portale Diregiovani.it. Il 70% dei giovani ha rapporti sessuali in cui non c'è amore, l'85% preferisce parlare di amicizia sessuale, il 50% si è innamorato solo una volta, il 28% delle ragazze dice che 14-15 anni è l'età migliore per il primo rapporto. In questo scenario sconfortante serve anche l'intervento del pediatra che parli con questi giovani, serve una risposta immediata perchè i ragazzi non hanno riferimenti adulti. I genitori o sono assenti o non sanno come affrontare il problema".

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L'ospedale delle madri bambine dove si insegna a fare la mamma

Repubblica 7 9 2011

Crescono i parti under 18, al San Paolo un "rifugio" dedicato a queste ragazze. Qui hanno già seguito 50 adolescenti fra peluche, pannolini e libri di scuola...

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Prof. ssa Raffaella Iafrate (Direttore Scientifico del Corso Teen STAR)

Milano, Università Cattolica, Marzo 2011

L'educazione all'affettività e alla sessualità nella prospettiva relazionale-simbolica dei legami familiari e sociali

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Articolo di Journal of Adolescent Health sull'efficacia di Teen STAR

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Malattie sessuali: troppa poca informazione

L'assessore Landi: “Milano sta svolgendo un'azione di sensibilizzazione tra i giovani per valutare l'effettiva conoscenza su queste tematiche”

Milano, 20 Gennaio 2011 - Consapevolezza generica, ma molta superficialità e disinformazione. Sono i punti da cui partire per leggere la complessa situazione in materia di malattie a trasmissione sessuale (MTS) tra le adolescenti milanesi. L’abbassamento dell’età in cui si scopre il sesso, tredici anni per una ragazza su cinque in Lombardia (contro i 18 dei ragazzi), e la scarsa informazione, sono alcuni dei fattori principali che hanno aumentato la crescita di queste malattie tra le giovani milanesi.

Una su tre non sa che i sintomi delle infezioni di molte di queste malattie possono non essere immediatamente evidenti ed avere gravi conseguenze sul sistema riproduttivo; una su due non è consapevole che sono proprio le donne più giovani ad essere maggiormente a rischio di contrarre queste patologie.

Anche in tema di prevenzione esistono molte incertezze: l’89% delle intervistate indica il preservativo come la principale strategia preventiva, ma solo tre su quattro dichiarano che lo userebbero sempre, una su cinque solo in caso di rapporti occasionali e il 2 per cento ne fa a meno. È significativa anche la convinzione che l’infezione da virus HIV possa colpire solo chi fa uso di stupefacenti, e che la pillola protegga dal contagio sessuale. Restano sconosciute, o molto confuse, le altre forme di prevenzione e le stesse malattie.

 

La proposta dei ginecologi «Vogliamo educare i presentatori a parlarne in modo corretto»

Corriere della sera 27 aprile 2010

La tv è la fonte di informazione più qualificata sulla sessualità per oltre 300 mila teenager italiani. Secondo una recente indagine internazionale è infatti ritenuta il punto di riferimento da ben il 10% di essi, la stessa percentuale di chi si rivolge in primo luogo a insegnanti, fratelli o sorelle. Ed è il primato europeo. Una responsabilità educativa che grava su conduttori, speaker e volti noti, spesso impreparati ad affrontare con competenza questi temi. «Quando si toccano argomenti che riguardano l'educazione sessuale vanno utilizzate grandi prudenza e professionalità- spiega Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) - Nel nostro Paese le esperienze sono a macchia di leopardo e probabilmente richiedono una strategia illuminata. Nelle scuole non viene sempre insegnata, anche se il 64% degli studenti lo chiede e il 44% auspica più dialogo su questi temi a casa. In mancanza di punti di riferimento gli adolescenti- spiega Vittori- si rivolgono a Internet, radio e piccolo schermo: gli idoli dello spettacolo possono quindi influenzarli con comportamenti e messaggi. È indispensabile formare questi personaggi e la Sigo è pronta a mettersi in gioco per un percorso comune».