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La proposta dei ginecologi «Vogliamo educare i presentatori a parlarne in modo corretto»

Corriere della sera 27 aprile 2010

La tv è la fonte di informazione più qualificata sulla sessualità per oltre 300 mila teenager italiani. Secondo una recente indagine internazionale è infatti ritenuta il punto di riferimento da ben il 10% di essi, la stessa percentuale di chi si rivolge in primo luogo a insegnanti, fratelli o sorelle. Ed è il primato europeo. Una responsabilità educativa che grava su conduttori, speaker e volti noti, spesso impreparati ad affrontare con competenza questi temi. «Quando si toccano argomenti che riguardano l'educazione sessuale vanno utilizzate grandi prudenza e professionalità- spiega Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) - Nel nostro Paese le esperienze sono a macchia di leopardo e probabilmente richiedono una strategia illuminata. Nelle scuole non viene sempre insegnata, anche se il 64% degli studenti lo chiede e il 44% auspica più dialogo su questi temi a casa. In mancanza di punti di riferimento gli adolescenti- spiega Vittori- si rivolgono a Internet, radio e piccolo schermo: gli idoli dello spettacolo possono quindi influenzarli con comportamenti e messaggi. È indispensabile formare questi personaggi e la Sigo è pronta a mettersi in gioco per un percorso comune».

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