Testimonianze

"Durante questo inverno, per una serie di circostanze casuali ho scoperto l’esistenza di un Corso per Formatori del Programma di educazione affettivo sessuale Teen Star ( www.teenstar.cl ) diffuso in 40 paesi ed alla sua quarta edizione italiana.

Essendo convinto della gravità ed urgenza del problema, anche in base a quanto ero venuto osservando durante questo mio primo anno di preside di scuola superiore, ho scelto di partecipare personalmente all’esperienza, che avrebbe avuto luogo presso il Centro di Formazione professionale ASLAM (Associazione Scuole Lavoro Alto Milanese) di Samarate, in provincia di Varese.
Ne sono rimasto incantato, tanto da chiedere alla dott.sa Pilar Vigil, ginecologa, docente dell’Università Cattolica di Santiago in Cile e membro della Pontificia Accademia per la Vita, la sua disponibilità per ripetere il corso presso il mio Istituto.

Ritengo che sia una metodologia educativa che per motivi estrinseci ed intrensici dovrebbe essere conosciuta meglio e diffusa.

Perché?

Intanto perché, comunque, nelle nostre scuole avvengono delle iniziative di cosiddetta “educazione sessuale”, che troppo spesso si riducono ad essere puri momenti di disinformazione. Come cristiani, davanti a ciò spesso siamo soltanto sulla difensiva, senza saper proporre una alternativa.

E perché il problema è urgente e diffuso: i nostri ragazzi sono disorientati e non sanno come vivere la loro sessualità.

E perché è un tema che permette – anzi richiede – di impostare una collaborazione tra scuola e famiglie.

Il Teen Star affronta le diverse tematiche con un approccio metodologico che chiede ai ragazzi di conoscere il proprio corpo scoprendone la bellezza e l’armonia e di confrontarsi con le proprie esperienze, dall’attenta osservazione della realtà, non eludendo alcun argomento, emerge una proposta che corrisponde alla profondità del loro desiderio.

Questa metodologia permette di non separare sessualità ed affettività, ma di scoprirne la complementarietà in una visione unitaria della persona.

Nicola Coccìa


In questo momento storico mi sembra fondamentale riconoscere che "l'emergenza educazione" riguarda anche la sessualità.
"Sesso estremo a 12 anni" Corriere della sera 20/11/07, "Sesso a scuola" Panorama 5/4/07 ti cito solo due art. ma ce sono molti altri.

I nostri ragazzi appena inizia la pubertà vivono il sesso come un gioco, in modo episodico, occasionale e con partner sempre diversi, un modo per esibirsi, una prestazione da dare per essere riconosciuti.

Nell'esperienza quotidiana affettività e sessualità sono assolutamente slegate ed il rischio, lo vediamo quotidianamente, è che tra una "storia" e l'altra ci possa essere una gravidanza.

Chi lavora tra i ragazzi sa bene come sia arduo attivare un processo che permetta alla possibile mamma di riconoscere la vita che sta germinando nel suo corpo, per i nostri ragazzi è inconcepibile, da una "storia" vissuta tra le poltrone di una discoteca, nel bagno della scuola, con un estraneo di cui non conoscono nulla non può nascere un bambino. La vita è negata in partenza, era un gioco, le conseguenze bisogna eliminarle.

Pillola del giorno dopo e aborto sono vissuti spesso dai nostri giovani con assoluta indifferenza, le cicatrici verranno fuori nel tempo.

Per questo è importante preparare insegnati, educatori e genitori ad educare ad una sessualità consapevole. Una sessualità che esprima la bellezza e la dignità dell'amore che genera la vita.

Alberta Savarese